Dimitris Avramopoulos. Luci e ombre dell’azione del commissario europeo alle migrazioni.

Dimitris Avramopoulos. Luci e ombre dell’azione del commissario europeo alle migrazioni.
Osmedreloaded n.6 giugno-luglio 2017

Il ruolo di commissario europeo alle migrazioni, agli affari interni e alla cittadinanza è stato affidato per un quinquennio al greco Dimitris Avramopoulos nel 2014. Avramopoulos inizia la sua carriera diplomatica che poi interrompe per dedicarsi a quella politica a partire dal 1993 nel partito di destra Nuova Democrazia ricoprendo anche il ruolo di sindaco di Atene per sette anni (1995-2002) e di ministro presso vari dicasteri fino alla sua nomina a commissario europeo nel settembre 2014.

La proposta ellenica per Avramopoulos a commissario europeo alle migrazioni parte dal governo di destra guidato da Antonis Samaras quando il primo ricopriva il ruolo di ministro della Difesa a fine luglio 2014 e si concretizza ufficialmente, come già ricordato, nel settembre successivo.

L’azione di Avramopoulos come commissario europeo va valutata, naturalmente, per tutta la durata del suo mandato e tuttavia per il momento è possibile già mettere in evidenza alcune caratteristiche prinicipali della sua azione in questo tanto difficile quanto importantissimo ruolo per il suo paese ma anche per l’Italia e la sponda nord del Mediterraneo e per la “salute” europea nel rispetto di quei diritti umani di cui proprio l’Europa si è fatta portabandiera.

Va detto che accanto alle dichiarazioni ufficiali improntate alla richiesta di solidarietà paneuropea nei confronti di Grecia e Italia, le due nazioni che quotidianamente e ormai da svariati anni, gestiscono l’emergenza di continui sbarchi di migranti e profughi politici provenienti da Africa, Medioriente e estremo oriente vanno segnalate anche affermazioni di sostegno e apprezzamento all’accordo tra EU e Turchia del marzo 2016 per la gestione dei flussi in transito per la Turchia e diretti sulle coste delle isole greche come anche dichiarazioni a favore di centri di raccolta dei profughi, dalle caratteristiche spesso fortemente criticate da Ong e associazioni internazionali a causa del mancato rispetto dei fondamentali diritti dell’uomo. Si tratta dunque di una azione, quella di Avramopoulos, caratterizzata da ombre e luci. La sua più recente azione istituzionale è segnata da prese di posizione contro il traffico di esseri umani nel Mediterraneo, dal richiamo al rispetto dei basilari diritti politici, etici e legali di accoglienza ai migranti nei confronti di quei governi palesemente nazionalisti e populisti nell’Europa centrale e orientale come quello dell’Ungheria. Tra le tematiche al centro dell’iniziativa del commissario greco anche la questione libica e il trattato di Dublino. In particolare Avramopoulos ha puntato la sua azione sua una riforma del trattato in un senso maggiormente equilibrato e più giusto, che tenga conto della necessità di condivisione delle responsabilità nell’accoglienza di profughi e migranti. Sono degli ultimi giorni l’incontro di Avramopoulos in Francia con il ministro transalpino degli Interni Gerard Collomb dove però non si è andati oltre la riproposizione di buoni propositi e intenzioni senza alcun nuovo impegno e l’intervista rilasciata dal commissario europeo al Corriere della Sera. In quest’ultima Avramopoulos si è detto pronto ad incrementare il sostegno economico e politico a Roma per affrontare un situazione che, ha detto Avramopoulos, non è più sostenibile.

Nel complesso l’azione di Avramopoulos è stata apprezzabile principalmente sul piano delle dichiarazioni mentre dal punto di vista pratico essa non ha avuto, per il momento, ripercussioni particolarmente efficaci. In questo senso va tuttavia ricordato che il commisario ellenico si muove in un contesto non particolarmente favorevole a livello comunitario e in una congiuntura internazionale difficile su più fronti (quello africano e libico ma anche quello mediorientale, turco-siriano). Per un giudizio complessivo non resta che attendere il 2019 quando il mandato di Dimistris Avramopoulos scadrà e allora si potrà analizzare la sua azione in maniera più stabile e definitiva.

26/07/2017
Autore: 
Rigas Raftopoulos

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