I cittadini portoghesi al voto domenica prossima

I cittadini portoghesi al voto domenica prossima
Tra rassegnazione e volontà di cambiamento
Nel segno dell'austerità le elezioni politiche portoghesi di domenica. Il primo ministro Passos Coelo si può presentare davanti ai cittadini portoghesi come colui che ha portato il paese nei Memorandum di intesa con la Troika e lo ha fatto uscire con il plauso di Bruxelles rimarcato dal suo slogan di un Portogallo diverso dalla Grecia: "non siamo stati una seconda Grecia in Europa". Nonostante ciò non sembra che il risultato di domenica sia scontato per il governo in carica. In sintesi, il Portogallo, a partire dal 2011, nel cuore della crisi del debito dei paesi mediterranei, ha aderito al programma della Troika recependo un "prestito" di 78 miliardi di euro in cambio delle (ormai ben note) misure di austerità consistenti in pesanti tagli allo Stato sociale e accompagnato da una pesante recessione dell'economia lusitana. 
 
Tornando alle elezioni, secondo gli ultimi sondaggi (ma anche quì il caso della Grecia e dell'incapacità evidente delle società di rilevazione di avvicinarsi anche un po' all'esito effettivo delle elezioni dovrebbe mettere in guardia su queste indicazioni) l'attuale esecutivo composto dalla coalizione di centro-destra di Coelo dovrebbe assicurarsi la maggioranza delle preferenze e raggiungere la maggioranza parlamentare. Se però si confrontano i risultati previsti con quelli ottenuti nel 2011 si può evincere che qualche cosa sta cambiando. I sondaggi attestano infatti la coalizione "Portugal a Frente" tra il 37 e il 40 per cento contro il 50,4 per cento del 2011. Il primo partito di opposizione, il Partito socialista dovrebbe collocarsi tra il 31 e il 33 per cento segnalando quindi un lieve incremento rispetto al 2011 quando giunse a raccogliere il 28 per cento dei voti. I sondaggi rilevano anche due altri partiti che dovrebbero entrare in Parlamento cioè la "Coligacao Democratica Unitaria" composta da comunisti ed ecologisti e il partito della sinistra radicale "Bloco de Esquerda" entrambi dati attorno al dieci per cento.
 
In caso di mancato raggiungimento della maggioranza assoluta per governare da parte dei conservatori, gli altri tre partiti hanno ufficialmente comunicato la indisponibilità a sostenere un governo favorevole all'austerità. La retorica elettorale a cui ricorre l'attuale primo ministro è, a ben vedere, la stessa a cui ha fatto ricorso il due volte sconfitto leader della destra ellenica di Nuova democrazia Antonis Samaras ovvero che dopo di lui ci potrà essere solo il caos. Nel caso della Grecia gli sviluppi sono noti e li abbiamo adeguatamente seguiti all'interno dell'Osservatorio. Del tutto opposta è la lettura che fornisce il principale oppositore di Coelo, il socialista Antonio Costa il quale osserva che in realtà il debito pubblico del Portogallo è aumentato dall'inizio della "terapia" della Troika in parallelo alla diminuzione del Pil del paese. Anche per il Portogallo, nella intepretazione dell'opposizione, dunque, le misure di austerità hanno ulteriormente aggravato i fondamentali già precari, invece che porvi rimedio. Tra le promesse elettorali di Costa c'è anche la cancellazione della tassa straordinaria - voluta dalla Troika come in Grecia - sui redditi e la riforma del sistema tributario che pesa enormenente sulla classe media. L'opposizione socialista accusa poi il governo di aver provocato una vera e propria emorragia di giovani, una "fuga di cervelli", giovani formatisi a carico del sistema scolastico e universitario pubblico del paese per poi, di fronte al crollo dell'economia e del mercato del lavoro interno, emigrare nei paesi del Nord Europa mettendo a disposizione di quelle economie le loro abilità e il loro talento che viene così a mancare al Portogallo stesso impendendo la ripresa di qualsiasi attività produttiva. Cinquecento mila giovani (su una popolazioni di dieci milioni e mezzo) hanno lasciato il paese dal 2011 senza fare ritorno. Allo stesso tempo, insiste Costa, i dipendenti pubblici con lo stipendio minimo, attestato a 505 euro mensili, sono passati dall'11,3 per cento del 2011 al 19,6 del 2014 sul totale dei dipendenti dello Stato.
 
I cittadini portoghesi saranno dunque chiamati, domenica 4 ottobre, a scegliere se credere alla versione del "success story" di Coelo oppure a Costa con la sua interpretazione diametralmente opposta.
 
3/10/2015
Autore: 
Rigas Raftopoulos

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