Il bivio spagnolo

Il bivio spagnolo
Fine dell'epoca post-franchista ma molte le incognite sulla stabilità politica

La crisi economica che ha colpito la Spagna negli ultimi anni è tra le principali cause alla base del preventivato crollo del bipartitismo che ha dominato la politica iberica dal crollo del regime di Francisco Franco a metà anni Settanta. La previsione sulla fine del dominio di Partito Popolare e Partito Socialista è condivisa da molti osservatori internazionali tra i quali vanno citati i tedeschi, particolarmente attenti ed interessati ai mutamenti politici nell'Europa mediterranea, spia e possibile motivo di rivendicazioni politiche di cambiamento a livello europeo, di una Unione Europea di stampo e filosofia tedesca. La crisi economica, aggravata anche in Spagna dalle ricette teutoniche a base di austerità e rigore di bilancio, ha contribuito alla nascita e alla fortuna politica di formazioni come Podemos che da anni mettono chiaramente in luce i gravi danni che le politiche di austerità hanno causato al tessuto sociale e anche economico del paese. La forza politica emergente moderata di Ciudadanos se da un lato ha espresso critiche e perplessità alle politiche implementate dal Partito Popolare del premier Rajoy, allo stesso tempo sembra lasciare aperta la porta a ripensamenti, accomodamenti e compromessi piuttosto sostanziali con quelle stesse politiche. 

I sondaggi di opinione che si sono susseguiti durante questi anni di crisi e austerità hanno mostrato come l'elettore spagnolo medio ritenga parimenti responsabili della grave e drammatica situazione nel paese i due partiti che hanno retto i vari esecutivi negli ultimi quarantanni. In particolare al Partito Popolare attualmente al governo viene attribuita la responsabilità di un lento e incerto ritorno a politiche di sviluppo quando il tasso di disoccupazione non tende a diminuire e lascia attestare quest'ultima attorna al 20 per cento della popolazione attiva. Secondo alcuni osservatori tedeschi è proprio la situazione riassunta in questo dato che è alla base del recente successo alle elezioni regionali di maggio di Podemos. Analoga conclusione per i liberali di Ciudadanos. Il risultato elettorale però molto probabilmente verrà deciso sul filo di lana e renderà la formazione di un nuovo esecutivo difficile e dalle prospettive di stabilità e durata incerte. Sulla base delle ultime rilevazioni di opinione il Partito Popolare si trova ancora al primo posto ma con una forbice molto ampia (25,3-29,9 per cento), secondi i socialisti (21-22 per cento), al terzo posto Ciudadanos (18-19,6 per cento) e al quarto Podemos (17-19,1 per cento). 

Sulla base di questi dati (tenendo inoltre conto del fatto che ormai una costante delle ultime elezioni politiche in vari paesi europei è il clamoroso flop delle previsioni delle agenzie specializzate in sondaggi) sembra affacciarsi in Spagna la possibilità di un governo di coalizione o di un governo di minoranza. Il leader di Ciudadanos ha riaffermato recentemente la sua indisponibilità ad appoggiare un governo di minoranza (aprendo così la porta ad un suo ingresso al governo) e respinto la possibilità di appoggiare Podemos (invece ventilata in precedenza) mentre Pablo Iglesias di Podemos ha respinto la possibilità di appoggiare un qualsiasi governo a guida Rajoy.

Un interessante commento condiviso da alcuni analisti internazionali prevede per la Spagna scenari post-elettorali simili a quelli che ha sperimentato l'Italia negli anni Settanta e Ottanta con governi di larghe coalizioni. Resta l'incognita del 25 per cento degli indecisi a cui sostanzialmente si sono rivolti tutti i leader politici durante gli ultimi comizi preelettorali, svoltosi a Madrid (a eccezioni di Podemos che lo ha tenuto a Valencia). Risultato elettorale dunque altamente incerto ma una sicurezza sembra ormai evidente per la Spagna: la fine del bipolarismo e il superamento del lungo periodo post-franchista. Se il cambiamento sarà strutturale e dunque epocale dipende soprattutto dalla capacità dei nuovi partiti e movimenti che li appoggiano di dare voce e concretizzare le rivendicazioni di maggior giustizia ed equità soclaie che ormai da anni emergono con grande vigore dalla società spagnola e che renderanno le elezioni di domani tra le più partecipate in termini di affluenza elettorale.

19/12/15

Autore: 
Rigas Raftopoulos

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