Il Portogallo si prepara a nuove elezioni

Il Portogallo si prepara a nuove elezioni
Scarso entusiasmo popolare e un governo prevedibilmente debole per i cittadini lusitani
Il Portogallo si trova dinnanzi ad una tornata elettorale che sembra non scaldare eccessivamente gli animi dei cittadini nonostante i sondaggi sembrino delineino un testa a testa per il primato elettorale. I sondaggi che si stanno susseguendo da questa estate indicano inoltre che il numero di coloro che dichiarano di volersi astenere è pari a circa il numero degli elettori che voteranno il partito che emergerà vincitore dalle urne.
 
La campagna elettorale inizierà sostanzialmente domenica prossima e i partiti che si confronteranno devono rispondere alla sfida del crescente astensionismo e del percepibile disinteresse che pervade l'elettorato portoghese. Alcuni osservatori sono convinti che i cittadini portoghesi siano poco inclini a voler arrivare al ballottaggio per il semplice motivo che essi non desiderano essere richiamati a votare. La maggior parte di coloro che si dichiarano disinteressati al voto sembra provenire dal sud del Portogallo e giustifica questa scelta non soltanto sulla base del disincanto e della disillusione nei confronti del sistema politico nel sio complesso ma anche sulla base della scarsa informazione in possesso che non consentirebbe di pervenire ad una scelta con sufficiente cognizione di causa. 
 
La più recente campagna di sondaggi condotta da Aximage per conto del Jornal de Negocios ha rivelato che la percentuale di coloro che avrebbero deciso di non recarsi alle urne è aumentata dal 33,2 per cento dello scorso luglio al 36,2 per cento di questo mese e che l'incremento è dovuto principalmente a quella parte del campione avente diritto e residente a Lisbona e a sud della capitale andalusa. Gli analisti inoltre scommettono sulla vittoria al ballotaggio dell'attuale coalizione di governo Psd-Cds accreditata di un 38,9 per cento dei consensi mentre i socialisti avrebbero perso da luglio ben cinque punti percentuali scivolando dal 38 per cento a circa il 33 per cento. Al terzo posto si colloca il Partito comunista con l'8,5 per cento delle preferenze, una percentuale prossima a quella di coloro che dichiarano l'intenzione di votare scheda bianca o di annullare il voto. Il Blocco della sinistra che un tempo era la terza forza politica in Portogallo si ferma al 4,5 per cento delle preferenze dichiarate. A prescindere però dal sondaggio effettuato, un elemento sembra certo: nessun partito o coalizione dovrebbe raggiungere il 40 per cento delle preferenze e la tendenza all'astensionismo è in costante aumento. Inoltre si prevede con una buona confidenza il fatto che il prossimo governo non disporrà della "comoda" maggioranza di cui si sono avvalsi i precedenti governi negli ultimi quattro anni. 
 
Nelle ultime settimane si sono rincorse voci che ventilavano una presunta coalizione di sinistra tra socialisti, comunisti e il Blocco della sinistra, coalizione che sulla carta potrebbe ottenere la maggioranza assoluta di 116 seggi sulla base degli ultimi e più affidabili sondaggi. Tuttavia è chiaro che molti deputati del Partito socialista, quelli più moderati, non vedrebbero affatto con favore la partecipazione del partito ad una coalizione molto esposta a sinistra. Lo stesso leader del Partito comunista Jeronimo de Sousa non ha escluso la possibilità di un accordo con i socialisti ma soltanto dopo le elezioni e comunque soltato qualora dovesse emergere chiaramente un mandato popolare al suo partito per un impegno di governo al fine di difendere i diritti dei lavoratori. All'interno del partito di de Sousa però si sono recentemente rincorse voci a favore di un'uscita del Portogallo dall'euro e questo elemento potrebbe pesare con decisione su eventuali future trattative per la formazione di un nuovo governo di sinistra con al suo interno il Partito comunista e i socialisti.
 
Le prossime elezioni politiche del 4 ottobre sembrano dunque destinate a dar vita ad un governo sostanzialmente debole ma quale sarà l'esatta composizione politica del nuovo Parlamento è una previsione ardua che in Portogallo pochi si arrischiano ad effettuare.
 
18/09/2015
Autore: 
Rigas Raftopoulos

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