Indipendentisti vittoriosi in Spagna

Indipendentisti vittoriosi in Spagna
Un altro difficile fronte per il governo spagnolo in vista delle elezioni politiche
In Catalogna i partiti che si battono per l'indipendenza sono riusciti ad ottenere la maggioranza assoluta dei seggi (68 più uno) nel parlamento locale nelle elezioni tenutesi ieri. Per la precisione la grande coalizione che si batte per l'indipendenza "Junts pel Si" (Uniti per il si) ha ottenuto sessantadue seggi su un totale di cento trentacinque del parlamento della Catalogna (39,54 per cento dei consensi). Inoltre il partito di sinistra Cup, anch'esso schierato per l'indipendenza, ha ottenuto dieci seggi (8,2 per cento) e dunque i due soggetti politici assieme hanno raccolto il 47,74 per cento dei voti e 72 seggi. Gli elettori catalani contrari all'indipendenza hanno invece premiato la "variante" locale di Ciudadanos (Ciutadans) che ha quasi triplicato il numero degli eletti rispetto alle precedenti elezioni locali del 2012 passando da nove a venticinque e divendendo così il secondo partito più forte della Catalogna.I due partiti avevano già dichiarato prima del voto che sarebbero stati in grado di dichiarare unilateralmente l'indipendenza nell'arco di tempo di diciotto mesi. Secondo il loro progetto le nuove autorità politiche della Catalogna dovrebbero approvare una specifica Costituzione e creare istituzioni proprie di uno Stato come l'esercito, la banca centrale e il sistema giudiziario.
 
Il governo spagnolo guidato da Mariano Rajoi ha pubblicamente definito "sciocchezze" questi progetti indipendentisti confermando di essere pronto a bloccare ogni tentativo del genere ricorrendo anche alle massime autorità di controllo giudiziario dello Stato spagnolo dal momento che, sottolineano a Madrid, la Costituzione non prevede l'indipendenza per alcuna regione della Spagna. Allo stesso tempo il primo ministro spagnolo si è detto disponibile ad avviare un dialogo con il nuovo governo regionale ma sempre all'interno dei confini delineati dalla costituzione e dalle leggi in vigore. Queste dichiarazioni confermano inoltre l'indisponibilità che il governo centrale negozi alcun tipo di referendum sull'indipendenza per le ricche aree del nord-est della Spagna. Il Partito popolare sostiene infatti che un referendum come quello tenutosi in Scozia lo scorso anno sia illegale perché non previsto dalla costituzione che non attribuisce alle regioni la facoltà di prendere unilateralmente decisioni in merito alla sovranità. Rajoy e i suoi sono consapevoli del fatto che un referendum in Catalogna aprirebbe tutta una serie di richieste analoghe in altre regioni del paese come ad esempio nei Paesi baschi.
 
Artur Mas, a capo del governo locale catalano ha dichiarato che i catalani hanno approvato col loro voto l'indipendenza, rivolgendosi ai suoi sostenitori raccoltisi al centro di Barcellona. Le trattative tra i due partiti indipendentisti inizieranno presto ma le difficoltà sono molte ed evidenti sul piano della compatibilità ideologica poiché il partito di sinistra Cup è decisamento contrario alle politiche di austerità ovvero a quelle stesse misure approvate in Catalogna proprio da Artur Mas e ha dichiarato in campagna elettorale che non sarebbe stato disposto ad appoggiare un governo locale guidato da Mas. Quest'ultimo ha glissato sull'eventualità di farsi da parte per favorire la corsa verso l'indipendenza sottolineando al contempo la centralità dell'uguaglianza di posizioni tra i settantadue neodeputati favorevoli all'indipendenza sulla strada da seguire verso la creazione di uno Stato indipendente.
 
A prescindere dalla questione dell'indipendenza, il voto di ieri in Catalogna costituisce politicamente un altro duro colpo contro Mariano Rajoy a pochi mesi di distanza dalle elezioni politiche spagnole.
 
28/09/2015
Autore: 
Rigas Raftopoulos

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