La nuova Grecia

La nuova Grecia
Netta vittoria alle politiche per il Syriza di Alexis Tsipras
La vittoria elettorale del Syriza con 149 deputati e il 36,34% dei voti - ad un soffio dalla soglia di 150 che consente di avere la metà dei seggi nel Parlamento ellenico - è un dato facilmente interpretabile con il desiderio degli elettori di voltare definitivamente pagina rispetto alle politiche di austerità imposte dalla troika per la concessione dilazionata nel tempo del prestito. I cittadini greci si sono resi conto, con una certa determinazione, del fallimento delle politiche del precedente governo di coalizione tra Nuova democrazia e Pasok che, da un lato, ha applicato i dettami del rigore e dell'auserità e, dall'altro, non è stato capace di presentare alcun elemento positivo sul piano economico e sociale di queste politiche di rigore. Nonostante la disponibilità a schierare massicciamente i principali mass media a sostegno di queste politiche gli elettori greci hanno dunque voltato le spalle ai sostenitori dell'austerità, non facendosi evidentemente persuadere dalle teorie della Grecia come "success story" dell'ex primo ministro Antonis Samaras.
Il Syriza di Alexis Tsipras riceve dunque un chiaro mandato così come chiaro è stato il suo programma fin dall'agosto del 2014: la fine dei programmi della troika, la riconquista della sovranità popolare, nel rispetto però degli impegni europei. Tsipras ha d'altro canto sottolineato che la permanenza sia nell'Unione europea sia nell'euro non hanno a che fare con l'obbligo da parte di Atene di accettare politiche "lacrime e sangue"; al contrario, il Syriza intende, in campo europeo, porre l'accento sulla necessità che l'Unione rispetti i principi di democrazia e solidarietà alla base fin dai suoi albori nel secondo dopoguerra. Il partito di destra Nuova democrazia si attesta al secondo posto con il 27,81% dei voti: il suo leader Antonis Samaras,  insieme agli altri 75 deputati entrati in Parlamento, pur annunciando un imminente congresso di partito, rivendica il risultato positivo e non ha intenzione di fare alcun passo indietro dalla guida del partito stesso. Il Pasok paga invece a caro prezzo la sua permanenza al governo "dei memorandum" e in una dichiarazione a caldo il suo leader Evanghelos Venizelos ammette la dura sconfitta attribuendola in buona parte alla decisione dell'ex leader di partito, Yorgos Papandreou, di creare appena tre settimane prima delle elezioni un partito antagonista che ha sottratto consensi al Pasok, senza riuscire per di più ad entrare in Parlamento. Come terzo partito, entra l'ultra-xenofobo, nazionalista e filo-nazista, Alba dorata (17 deputati con il 6,28% dei consensi)  a dispetto dei pesanti procedimenti giudiziari in corso. Con lo stesso numero di deputati entra per la prima volta in Parlamento To Potami, guidato dal giornalista Stavros Theodorakis, un partito di formazione recente, dalla fisionimia politica incerta e altalenante con tendenze populiste e demagogiche. Il Partito comunista greco con 15 deputati e il 5,47% dei consensi mantiene vivo in qualche modo - attraverso il suo storico e inossidabile zoccolo duro di elettori - il distacco pressoché totale da qualsiasi proposta di collaborazione con Syriza con cui, anzi, la polemica è decisamente infuocata, arroccandosi come al suo solito nella torre di avorio della intransigenza politica e purezza ideologica, lontano da qualsiasi responsabilità di amministrazione della nazione. Con 13 deputati Anel (Greci indipendenti) partito guidato da Panos Kammenos potrebbe essere il più titolato a formare un governo di coalizione con Syriza avendo già in passato mantenuto posizioni politiche simili al partito di Tsipras.
Il nuovo parlamento greco ha già davanti a sè una responsabilità cruciale che è quella dell'elezione del presidente della Repubblica la cui mancata designazione, nel dicembre scorso, è stata motivo delle elezioni anticipate di ieri che apriranno indubbiamente una nuova fase per la Grecia e per l'Europa.
Autore: 
Rigas Raftopoulos

Copyright ©2014 Istituto di studi politici "S.Pio V"  -  Webmail