La socialdemocrazia e il Syriza

La socialdemocrazia e il Syriza

All'interno della sinistra greca e in particolare nel Syriza e nell'ormai ridotto al lumicino e pesantemente abbandonato dagli elettori Pasok, stanno avvenendo ormai da tempo tutta una serie di movimenti e di accomodamenti che, ad alcuni osservatori interni e internazionali, sembrano preludere all'occupazione di uno spazio politico rimasto vuoto anche a causa della drammatica crisi che il paese sta vivendo. Si tratta dello spazio della socialdemocrazia, ragionando in termini piuttosto classici. In realtà le interpretazioni sono molto contrastanti poiché molto analisti ritengono che attualmente, data la situazione economica e sociale che la Grecia e i cittadini greci stanno vivendo almeno dal 2009 e che sta evidentemente peggiorando, non ci sia spazio politico per un centro-sinistra socialdemocratico. Il Pasok, che altro non era che una realtà politica di questo stampo, declinata in salsa greca, ha infatti subito una serie di debacle elettorali che lo hanno ridotto al lumicino. Molti suoi esponenti, però, hanno fatto in tempo ad entrare nel Syriza e adesso ricoprono anche importanti ruoli di governo. E allora quale è la situazione nella sinistra greca?

L'invito che Alexis Tsipras ha ricevuto a Parigi, in occasione dell'incontro organizzato dal presidente Francois Hollande con tutti i leader socialisti e socialdemocratici europei da un lato sembra testimoniare della volontà di Hollande (e di Matteo Renzi) di portare Tsipras verso il loro lidi politici mentre dall'altro ha suscitato reazioni scomposte nel Pasok che si vede scavalcato (dopo lustri di primato) come referente ellenico per i socialisti europei. Quello che sembrerebbe, invece, intenzionato a fare Tsipras, è di fungere da catalizzatore per un avvicinamento tra la sinistra europea (al cui interno si trova Syriza e da cui non ha intenzione di uscire) e i socialisti europei.

All'interno del Syriza sono presenti un po' tutti gli orientamenti e sembra che una svolta precisa emergerà dopo il congresso del partito previsto per la fine della  primavera subito dopo la conclusione del processo di valutazione dei creditori rispetto al piano del governo per poter godere dell'erogazione della prima parte del prestito. Si ventila, infatti, la possibilità che prima del congresso ci sia un rimpasto di governo e che entrino nell'esecutivo personalità di centro-sinistra se non provenienti dall'area del Pasok stesso.  I rapporti di Syriza con partito Unone dei Centristi di V. Leventis sono interrotti, To Potami viene considerata una forza neoliberista mentre verso il Pasok (e nonostante le dure critiche al governo lanciate dalla sua leader Fofi Gennimata) i toni sono più soft.

D'altro canto il processo di avvicinamento tra Pasok e To Potami sembra, al momento, poco realistico e anche i rapporti col movimento KIDISO creato dall'ex leader Yorgos Papandreou sembrano non essere graditi all'altro maggiorente del Pasok Evangelos Venizelos. Le pressioni sulla Gennimata da parte dei socialisti europei affinché sostenga il governo rappresentano quindi un ulteriore elemento di fastidio e disturbo per la Gennimata. Ogni ulteriore sviluppo politico interno sembra legato all'esito positivo e rapido del processo di valutazione da parte dei creditori internazionali e anche alla questione della ridefinizione del debito greco. Su tutto pesa la questione dei profughi. Quello che sembra certo è che Alexis Tsipras percepisca il profondo disagio della situazione politica che egli stesso, con le sue scelte a partire dallo scorso luglio, ha contribuito a creare e che cerchi in ogni modo di coinvolgere nella gestione delle responsabilità di governo altri partner. L'alternativa che ha a disposizione è quella di defilarsi dall'esecutivo ma al momento, data la congiuntura assolutamente critica sul piano economico, sociale e politico, sembra non essere una strada praticabile. I vincoli a cui il paese è legato sembrano obbligare il governo a trovare quelle soluzioni indispensabili affinché la situazione torni a somigliare a quella di un paese non in emergenza assoluta.

16/03/2016

Autore: 
Rigas Raftopoulos

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