Le cause e gli effetti secondo il Fondo Monetario Internazionale

Le cause e gli effetti secondo il Fondo Monetario Internazionale
Invecchiamento della popolazione, crisi del debito e debolezza economica, cause o effetti dell'austerità?
Un recente rapporto del FMI consente di formulare alcuni interrogativi circa i principi che regolano l'orientamento e le politiche del Fondo stesso in questa particolare e ormai lunga congiuntura che vede i paesi del Mediterraneo al centro delle "attenzioni" di questa organizzazione sovranazionale.
 
Per prima cosa è opportuno esporre brevemente i contenuti del citato rapporto. In sostanza il Fondo lancia un segnale di allarme per quei paesi dell'eurozona nei quali è evidente una forte tendenza all'invecchiamento della popolazione e, parallelamente, è manifesta una crisi del debito pubblico, una forte disoccupazione e debolezza economica. Si tratta dei paesi mediterranei, Italia, Spagna, Grecia e Portogallo. Gli analisti del Fondo sottolineano poi che l'invecchiamento della popolazione porterà inevitabilmente ad un sensibile calo nella produttività. Tra tutti i paesi mediterranei quello che verrà maggiormente penalizzato è la Grecia per la quale l'attuale tasso di crescita previsto per i prossimi anni (1,1 per cento) dovrà essere rivisto ben presto al ribasso di almeno la metà, secondo le previsioni contenute nel rapporto del Fondo. 
 
Tra le stime previste dal FMI per i prossimi due decenni c'è l'incremento dell'incidenza percentuale dei lavoratori di età compresa tra i 55 e i 64 anni (sul totale dei lavoratori) del 13-18 per cento  (dal 15-20 per cento odierno al 33 per cento).
 
Alla luce delle politiche di austerità ormai da anni proposte dal FMI per i paesi del Mediterraneo e tristemente note in Grecia sia per il loro manifesto fallimento sia per l'ammissione pubblica da parte dello stesso FMI degli errori macroscopici alla base di tale fallimento ci si può domandare se il Fondo abbia indagato le cause del tanto temuto invecchiamento. Tra di esse, infatti, c'è la massiccia fuga di tanti giovani formati (a carico delle finanze di quegli stessi Stati messi all'indice dal Fondo), preparati e ricchi di competenze e conoscenze e costretti loro malgrado ad andare all'estero dove sono al contempo oggetto di contesa proprio per le loro conoscenze e competenze. Grecia, Italia, Spagna e Portogallo conoscono bene e ormai da molti anni questo drammatico trend. Forse quelle che sono più o meno esplicitamente individuate dal Fondo come cause dell'invecchiamento e dell'indebolimento di queste economie sono invece gli effetti di fallimentari politiche di austerità che generano una spirale e dunque su di esse bisogna intervenire drasticamente nella speranza di poter quanto meno tamponare i danni che nel prossimo futuro, inevitabilmente, arrecheranno a quei paesi oltre a quelli già drammaticamente evidenti.
 
22/08/2016
Autore: 
Rigas Raftopoulos

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