Papa Francesco annuncia un Anno santo straordinario

Papa Francesco annuncia un Anno santo straordinario
Nel giorno di inizio del suo terzo anno di pontificato

Papa Francesco ha annunciato il 13 marzo scorso, durante la Liturgia penitenziale da lui presieduta e che ha conciso con il secondo anniversario della sua elezione, un Anno santo straordinario dedicato alla misericordia. Il Giubileo straordinario comincerà l'8 dicembre 2015 e si concluderà il 20 novembre 2016. Sempre in tema di ricorrenze il prossimo Giubileo avverrà in occasione del cinquantesimo della conclusione del Concilio ecumenico Vaticano II del 1965. L'ultimo Anno santo si è avuto nel 2000, nella storia della Chiesa ve ne sono stati ventisei complessivamente mentre nel secolo scorso i Giubilei straordinari sono stati tre, nel 1933, 1966 e 1983. Il Giubileo avrà inizio un mese e mezzo dopo la fine del Sinodo sulla famiglia previsto per il 4-25 ottobre 2015. L'organizzazione del Giubileo è stata affidata dal papa al Pontificio consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione e il suo annuncio è giunto a sorpresa, senza alcun preavviso e a soli nove mesi dal suo avvio.

Parallelamente il pontefice, ripercorrendo le tappe dei primi due anni di pontificato, ha espresso un suo "piccolo vago sentimento", una "sensazione" secondo cui il suo "pontificato sarà breve. Quattro o cinque anni. Non lo so, o due, tre. Ben due sono passati da allora". Queste ultime affermazioni del pontefice sono state raccolte durante la lunga intervista rilasciata alla vaticanista della tv messicana "Televisa" Valentina Alazraki, proprio in occasione dei primi due anni di pontificato. 

La sorpresa con cui il papa ha colto tutti con il suo annuncio e la vicinanza temporale dell'evento sono il primo dato che emerge nella sua analisi. Sul piano della politica italiana questo dato – come hanno prontamente sottolineato più commentatori – implica da un lato notevoli difficoltà per le autorità, nazionali e locali, a progettare grandi opere dato il poco tempo a disposizione e, dall'altro, ha fatto emergere preoccupazioni sollevate dal possibile ricorso a procedure straordinarie per superare i tempi dell'amministrazione ordinaria, motivate della coincidenza con le recenti disposizioni delle autorità giudiziarie nei confronti di alcuni esponenti di assoluto rilievo nella gestione di grandi opere pubbliche.

Tra le prime reazioni politiche italiane si segnala quella del capo del governo Matteo Renzi che ha definito l'annuncio "una buona notizia che il governo italiano accoglie con i migliori auspici" aggiungendo poi che l'Italia "saprà fare la sua parte anche in questa occasione". Accanto a questa dichiarazione emergono però anche una serie di esternazioni polemiche come quelle di Roberto Calderoli della Lega Nord che chiede di spostare il Giubileo a Milano o comunque al Nord in generale perché "diversamente ci troveremmo di fronte non a un Giubileo ma a un meretricio o peggio a simonia". Anche il leaer della Lega Nord Matteo Salvini getta benzina sul fuoco delle polemiche sostenendo come i protagonisti di "Mafia Capitale" si stiano preparando per sfruttare l'occasione. Provengono invece da Roma i primi scambi di accuse e i sospetti in merito all'organizzazione e gestione di questo importantissimo evento per la città eterna. La questione ruota naturalmente attorno alle responsabilità di gestire i fondi che verranno messi a disposizione per il Giubileo che, se non permetteranno la realizzazione di grandi opere, costituiranno comunque nel complesso un budget fino ad oggi non previsto e certamente non indifferente. Da un lato sembra esserci il sindaco della città Ignazio Marino che ha creato il cosidetto "pool Giubileo", ovvero un gruppo di persone da lui stesso guidate e composto da quegli assessori comunali competenti per l'evento: Guido Improta responsabile dei Trasporti, Giovanni Caudo all'Urbanistica, Maurizio Pucci titolare dei Lavori pubblici e Alessandra Cattoi assessore con delega ai Grandi eventi e stretta collaboratrice del sindaco. Questo gruppo avrà il compito, nelle intenzioni del sindaco, di coordinarsi con palazzo Chigi, Vaticano e Regione Lazio per valutare e approvare le misure da implementare. Dall'altro lato invece il governo sembrerebbe privilegiare l'ipotesi di un commissario straordinario o di un coordinatore per la gestione dell'organizzazione del Giubileo e a questo proposito ha iniziato a circolare il nome di Francesco Rutelli, ex sindaco di Roma, in carica durante il Giubileo del 2000. Rutelli ha però prontamente smentito dicendosi indisponibile a ricoprire questo ruolo poiché non ha, né desidera avere alcun incarico pubblico e si è messo a disposizione come "volontario" a servizio di Roma. Ad una settimana soltanto di distanza dallo storico annuncio del pontefice, la politica italiana ha reagito in maniera scomposta e disordinata. Ci sarà ancora tempo per vedere se a queste polemiche seguirà un accordo complessivo tra tutte le parti per la gestione di questo evento. Non sarebbe certamente la prima volta.

20/03/2015

Autore: 
Rigas Raftopoulos

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