Presentazione della ricerca "Il Mediterraneo che verrà"

Presentazione della ricerca "Il Mediterraneo che verrà"
Editoriale

All’Università Maria S. Assunta (Lumsa) di Roma il 7 marzo scorso ha avuto luogo la presentazione dei risultati del primo anno della Ricerca “Il Mediterraneo che verrà” promossa dall’Istituto di Studi politici "S. Pio V". L’evento ha segnato l’avvio, sulla base della condivisa ispirazione culturale cattolico-democratica, di una più strutturata collaborazione fra la Lumsa e l’Istituto San Pio V, che così consolida ed estende in maniera autorevole la sua presenza nel panorama universitario nazionale.

Il Mediterraneo che verrà disponibile free download è una ricerca che partendo dalla lettura critica dei fatti compiuti si spinge a proporre all’attenzione degli esperti e soprattutto degli studenti un’analisi predittiva del futuro incerto scenario del Mediterraneo.

L’evento del 7 marzo ha rappresentato una importante occasione d’incontro tra i nostri rappresentanti al Parlamento e al Governo con gli studenti e i docenti dell’Università, sui temi legati alla nostra politica estera e al Mediterraneo contemporaneo. Sono intervenuti il Rettore della Lumsa Prof. Francesco Bonini, il presidente dell’Istituto di Studi politici S. Pio V Prof. Antonio Iodice, il Viceministro degli Affari Esteri, Mario Giro; il Presidente della Commissione Difesa del Senato, Nicola Latorre e il Capogruppo di Sel-Sinistra Italiana alla Camera dei Deputati, Arturo Scotto.

All’introduzione del Rettore Francesco Bonini, è seguito l’appassionato intervento del Presidente Antonio Iodice, che ha presentato il lavoro di sostegno per gli studi scientifici sul Mediterraneo che il nostro Istituto svolge da molti anni, attraverso la pubblicazione di volumi interdisciplinari e l’organizzazione di convegni e seminari. Antonio Iodice ha fatto subito emergere con forza la necessità della diffusione della cultura del rispetto dei diritti umani (sul tema, tra l’altro, l’Istituto dedica un premio annuale per tesi di dottorato) e dei diritti dei migranti e dei rifugiati.

Il Viceministro Giro, passando in rassegna la ricerca “Il Mediterraneo che verrà”, ha aggiunto spunti e riflessioni per ciascun Paese trattato, ponendo l’attenzione sulle gravi crisi del Mediterraneo, Siria e Libia, senza dimenticare tensioni ed emergenze che Paesi apparentemente usciti indenni dalla "primavera araba", devono affrontare, come il Libano e l’Algeria, e che rischiano di aumentare il livello d’instabilità regionale. “L’Italia - ha chiarito il Viceministro- è in prima linea nella gestione delle crisi internazionali. Il nostro Governo non si farà coinvolgere in avventure frettolose e che contraddicono la nostra storia e il nostro stile in politica estera e la nostra diplomazia dell’amicizia”. Giro ha infine introdotto una suggestiva ed interessante chiave di lettura sulla matrice socio-psicologica del terrorismo jihadista molto importante per comprendere meglio quanto sta drammaticamente avvenendo in Europa.

Il Presidente della Commissione Difesa del Senato Nicola Latorre ha ribadito la necessità di rafforzare l’intelligence come strumento fondamentale per affrontare le guerre asimmetriche e, smentendo certe affrettate notizie apparse sulla stampa, ha assicurato che soprattutto per ciò che riguarda l’intervento in Libia, il nostro Paese non tradirà mai la Costituzione.

Arturo Scotto, Capogruppo di Sel-Sinistra Italiana alla Camera dei Deputati, dopo aver apprezzato metodo, obiettivi e risultati della Ricerca, ha dal suo canto posto l’accento sulle legittime aspirazioni di libertà ed eguaglianza dei giovani rivoluzionari della primavera araba, purtroppo traditi dai loro stessi rappresentanti e soprattutto dall’Europa democratica cui con fiducia e speranza avevano guardato chiedendo aiuto e sostegno.

Autore: 
Redazione Osmed

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