Situazione incerta nella politica spagnola

Situazione incerta nella politica spagnola
Luci puntate sul Partito Socialista nella seconda tornata di consultazioni

L'esito delle recenti elezioni politiche tenutesi in Spagna il 20 dicembre scorso ha creato una situazione molto difficile e complessa per la formazione di un nuovo governo. La vittoria del Partito Popolare non porta con sé in numeri sufficienti per poter governare autonomamente e la settimana scorsa il suo leader Rajoy ha rifiutato al re Felipe la possibilità concessagli di tentare di formare un nuovo governo. Attualmente Rajoy sta compiendo un tour del paese per capitalizzaresul piano politico i recenti dati che indicano l'economia spagnola in ripresa dopo anni di calo. Alcuni indicatori economici, ripresi anche dalla stampa italiana, danno il PIL spagnolo in crescita dello 0.8 per cento nell'ultimo trimestre del 2015 rispetto al trimestre precedente mentre per l'intera annata del 2015 i dati forniti dall'Ufficio Nazionale di Statistica di Madrid indicano una crescita del PIL del 3.2 per cento. Il miglioramento sarebbe imputabile unicamente ad una ripresa dei consumi interni privati e agli investimenti delle imprese mentre il contributo della domanda estera sarebbe pressoché ininfluente. L'interpretazione di questi dati è però, comprensibilmente discordante. Alcuni osservatori fanno notare che gli investimenti delle imprese spagnole deriverebbero dalla deregolamentazione esasperata che l'esecutivo guidato da Rajoy ha introdotto nel mercato del lavoro accentuandone i caratteri di precarietà e assenza di garanzie per i lavoratori. Altri analisti prevedono che il trend positivo segnerà un calo durante il 2016 attestandosi attorno al 2.6 per cento.

Quali che siano i reali andamenti dell'economia spagnola il risultato elettorale sembra avere in qualche modo "punito" le politiche economiche e sociali dei popolari e i loro frequenti scandali per corruzione. In questa fase politica le varie forze sembravano attestarsi su posizioni difensive fino a quando, pochi giorni fa, il leader di Podemos Pablo Iglesias non ha lanciato una proposta al leader del Partito Socialista Pedro Sanchez che ha sparigliato le carte e messo evidente difficoltà i socialisti stessi. Adesso il bandolo della matassa politica è nelle sue mani ma la decisione non sembra affatto facile né scontata. Sanchez deve da un lato subire le pressioni di Rajo che lo presenta come colui il quale può decidere se allearsi coi popolari per consentire al paese di avere una stabilità politica e di continuare a beneficiare della crescita economica, altrimenti a repentaglio qualora Sanchez dovesse decidere di allearsi con Podemos e fare un "salto nel buio", come lo definisce il leader dei popolari. Nei giorni scorsi Sanchez si era pubblicamente espresso a favore di un'intesa di governo con Podemos e la Izquierda Unita di Garzon ma all'interno del suo partito la situazione non è affatto omogenea. Da un lato il vecchio leader socialista Felipe Gonzales ha attaccato con parole di fuoco Podemos definendola una forza politica sovversiva, poco incline a procedere verso riforme positive per la crescita economica e il progresso sociale del paese del paese.

La proposta che Iglesias ha lanciato a Sanchez mette in discussione il tentativo delle destre dei popolari e di Ciudadanos di "forzare" i socialisti ad un governo di larghe intese. Essa consiste nella formazione di un governo delle sinistre, un po' sul modello di quello che è recentemente avvenuto il Portogallo, a guida Sanchez con Iglesias come vicepresidente e sorretto dai loro due partiti e da Izquierda Unida. In questo modo da partito isolato, Podemos è tornato al centro della scena politica. La proposta non era stata preventivamente concordata tra i due partiti ed è invece alla base della rinuncia di Rajoy a sottoporti al voto di investitura il 28 gennaio scorso. I socialisti sono stati presi alla sprovvista dalla proposta e insistono molto sul fatto che il tentativo di formare un governo debba essere affidato al leader del primo partito ma non si tireranno indietro rispetto all'investitura da parte del re, definendolo un atto di responsabilità. 

La strada verso un governo diverso sembra decisamente in salita poiché quello che divide Podemos dai socialisti non è tanto il complesso delle politiche sociali quanto la volontà di ridiscutere le politiche economiche di austerità imposte in questi anni da Bruxelles. L'Unione Europea recentemente ha chiesto con forza alla Spagna di procedere a nuovi tagli dello Stato sociale in due diverse riprese. Le distanza aumentano poi quando si passano a considerare le riforme costituzionali: riforme sociali, riforma della giustizia e riconoscimento della plurinazionalità del paese come soluzione alla questione catalana dividono Podemos e i socialisti in maniera molto evidente. Le prossime evoluzioni dello scenario politico spagnolo dipendono ora dai socialisti

31/01/2016

Autore: 
Rigas Raftopoulos

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