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Haaretz ci offre oggi una panoramica sulle reazioni dei vari Attori regionali e internazionali alla recente crisi diplomatica fra Arabia Saudita e Iran. Provocata dall'esecuzione dell'imam sciita, Nimr Al Nimr, che guidava un movimento di opposizione al regime nella parte orientale dell'Arabia Saudita, e dalla immediata reazione della comunità sciita (i movimenti di protesta a Teheran si sono scagliati contro l'ambasciata saudita), la crisi fra i due Paesi sta diventando sempre più prodonda con la rottura ufficiale dei rapporti diplomatici. Diversi Paesi e Organizzazioni internazionali si sono proposti come mediatori per impedire che le tensioni fra iraniani e sauditi possano compromettere i timidi passi in...
La crisi economica che ha colpito la Spagna negli ultimi anni è tra le principali cause alla base del preventivato crollo del bipartitismo che ha dominato la politica iberica dal crollo del regime di Francisco Franco a metà anni Settanta. La previsione sulla fine del dominio di Partito Popolare e Partito Socialista è condivisa da molti osservatori internazionali tra i quali vanno citati i tedeschi, particolarmente attenti ed interessati ai mutamenti politici nell'Europa mediterranea, spia e possibile motivo di rivendicazioni politiche di cambiamento a livello europeo, di una Unione Europea di stampo e filosofia tedesca. La crisi economica, aggravata anche in Spagna dalle ricette teutoniche a base di austerit...
  Ieri sera a Skhirat, in Marocco, i rappresentanti del Governo di Tobruk e di quello di Tripoli, oltre a circa duecento personalità libiche, hanno firmato l’accordo per il Governo di unità nazionale appoggiato dalla comunità internazionale. Si tratta di un importante passo in avanti nella stabilizzazione della Libia e di un reale riconoscimento all’endorsement avvenuto a Roma domenica scorsa.  Criticità e incognite non mancano e non sono da sottovalutare. Nonostante l’ampio sostegno dei rappresentanti libici registrato a Skhirat, ci sono diverse altre fazioni con cui non sono stati fatti sforzi sufficienti al fine di coinvolgerle nel processo. Di queste alcune stanno...
Qualche tempo fa l'Osservatorio aveva individuato, nella rotta per la stabilizzazione della Libia, un nuovo nuovo giro di boa, dovuto essenzialmente a tre fattori: l’avvicendamento di Martin Kobler con Bernardino León, il cambio di metodo e di stile del nuovo rappresentante speciale e il rafforzamento del ruolo dell’Italia per la sicurezza del Mediterraneo. La conferenza internazionale per la Libia, che si è tenuta a Roma lo scorso 13 dicembre, promossa da John Kerry e Paolo Gentiloni, aveva l’obiettivo di dare impulso, manifestando il pieno sostegno dei suoi partecipanti, all’Accordo di Skhirat raggiunto da León lo scorso ottobre. L’accordo di per sé è debole, nel...
  A Martin Kobler, rappresentante speciale per la Libia del segretario generale dell’Onu da due settimane, spetta un compito molto difficile: ottenere l’appoggio dei due Parlamenti libici sull’accordo per un Governo di unità nazionale che dovrebbe portar fuori il Paese dalla crisi. La sfida più importante è però la ricostruzione dell’immagine del “mediatore internazionale” così profondamente minata dal suo predecessore Bernardino León. Lungi dal voler fare un bilancio a così pochi giorni dal suo insediamento, potrebbero essere analizzati, invece, il contesto in cui si trova ad operare e lo stile del diplomatico tedesco proprio alla luce della...
Il jet russo recentemente abbattuto dai turchi ha varcato la zona di pertinenza di Ankara e questo è un dato di fatto. Tuttavia la violazione è durata soltanto 17 secondi prima che esso venisse attaccato per di più non avendo effettuato alcuna manovra ostile nei confronti turchi. Le incursioni aeree all'interno dello spazio di sovranità di paesi terzi sono una prassi costante e spesso tollerata in periodi politicamente meno densi e tesi  rispetto al presente e normalmente vengono affrontati e gestiti con colpi di avvertimento e poi con manovre atte a far abbandonare lo spazio aereo violato o ad atterrare. Il fatto che quei secondi siano stati così pochi induce naturalmente a pensare che un...
    Quella che viene chiamata “crisi siriana”, o anche guerra civile siriana, o terza guerra mondiale, è cominciata come tutte le altre proteste nel Sud del Mediterraneo. Il vento della primavera araba aveva preso a soffiare anche in Siria e, mentre in Egitto e Tunisia rapidamente faceva crollare i regimi dispotici (in Libia, meno rapidamente, ma creava le condizioni per un intervento militare a guida occidentale che contribuì a mettere fine al potere di Gheddafi), in Siria, invece, alimentava rivolte sempre più violente e repressioni sempre più dure fino a trascinare il Paese nella guerra civile. A differenza della Libia, isolata da un punto di vista internazionale, la Siria...
  Il New York Times ha svelato che gli Emirati Arabi Uniti hanno violato la risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu sul divieto di vendere armi in Libia. La notizia è stata pubblicata proprio qualche giorno dopo che il Guardian aveva rivelato che gli Emirati avevano concluso con Bernardino León, inviato uscente Onu in Libia, un accordo per un incarico molto prestigioso all’Accademia degli Studi Diplomatici da 50mila dollari al mese e che vi erano stati contatti tra le parti circa l’andamento del lavoro di mediazione.  Queste notizie hanno messo in seria difficoltà tutto il contributo della comunità internazionale alla pacificazione della Libia dal momento che gli Emirati...
  Gli attentati della notte scorsa a Parigi e quelli meno raccontati di giovedì nel quartiere sciita di Beirut, sono solo gli ultimi di una lunga serie di atti di crudele e feroce destabilizzazione al di fuori dell’esiguo territorio sotto l’effettivo controllo dell’Isis. Si è registrato, purtroppo, un aumento dell’aggressività degli affiliati al Califfato come reazione ai recenti tentativi di “diplomatizzare” la crisi siriana, dimostrando che la comunità internazionale (con Vienna) si era finalmente incamminata sulla strada giusta. La Francia e gli altri Paesi europei, come da più parti invocato, devono rispondere con fermezza alle provocazioni, che stanno...
  L’incontro del 30 ottobre scorso a Vienna per la Siria, pur in assenza di una decisione congiunta per una soluzione della crisi e per la gestione del dopoguerra, rappresenta un significativo momento di svolta e accende una flebile speranza per la pace. Come spesso abbiamo scritto su questo Osservatorio, la via diplomatica di uscita dalla crisi siriana non può non passare dall’inclusione di tutti gli Attori coinvolti nella “guerra civile”, gradualmente trasformatasi prima in guerra per procura e guerra di religione col rischio, sempre attivo ma improbabile, di diventare una guerra mondiale. L’inedita partecipazione dell’Iran, favorita dal recente accordo sul nucleare, ha sollevato pi...
L'Atlante geopolitico del Mediterraneo, giunto ormai alla sua quarta edizione, continua ad aggiornarci sulle turbolenze della regione inserendo, oltre alle schede degli undici Paesi della Sponda Sud, anche tre interessanti approfondimenti. In particolare, l'approfondimento sulle necessità e limiti delle politiche mediterranee dell'Ue offre una ricostruzione storica dei trattati e le strategie che hanno legato i Paesi delle due Sponde dagli anni Settanta ai recenti accordi per il contenimento dei migranti (la missione Eunavfor Med e l'accordo con la Turchia), passando per l'Unione per il Mediterraneo, ormai “contenitore vuoto”. Davvero interessanti anche i contributi sulla radicalizzazione jihadista...
  “Noi Terroristi” di Mario Giro, attuale sottosegretario agli Esteri, è un libro di analisi e di storie. Le storie sono quelle dei giovani attentatori di Parigi, del 1995 e del 2015, che a distanza di venti anni presentano numerosi tratti comuni. Dalla matrice jihadista della loro motivazione, alle vicende personali, i percorsi di vita dei giovani terroristi sembrano sovrapporsi: nati in periferia da famiglie musulmane, povere e fragili, spesso senza una figura paterna di riferimento, rapidamente finiscono nel “gorgo della delinquenza” e infine corrotti “dai cattivi maestri del terrore” hanno compiuto gli atti estremi contro i due “mondi che non si amano, Islam e Occidente,”...
  Nell’edizione 2015 del Rapporto sulle economie del Mediterraneo gli autori dei vari saggi sono stati chiamati ad offrire ai lettori uno sguardo più ampio su quanto è accaduto nell’area mediterranea negli ultimi dieci anni, uno sguardo che tenesse conto dei mutamenti intercorsi, delle transizioni incompiute e delle problematiche che ancora impediscono l’affermarsi di un reale progetto euromediterraneo. Pur conservando il carattere essenziale di osservatorio economico, anche questa edizione, come la scorsa, presenta saggi di analisi politico-istituzionale, in modo da permettere di cogliere da più punti di vista le dinamiche che orientano gli sviluppi nell’area. I temi affrontati nel...
L'esodo di centinaia di migliaia di persone che fuggono da guerre e distruzione presenta una certa varietà di aspetti e sfaccettature attraverso le quali può essere letto e interpretato. Una di queste è certamente quella del giro di affari che questo esodo massiccio può assumere se qualcuno si "interessa" ad esso in quanto possibile mercato. In che senso però? Se si interpreta il desiderio o meglio, la necessità legata alla sopravvivenza, di fuggire dalla terra di origine, da parte di centinaia di migliaia di persone come un potenziale mercato in crescita esponenziale ecco allora che le guerre, civili o meno, possiedono un "effetto collaterale" che può fare gola a...
L'Osservatore romano pubblica un articolo dedicato alla decisione di papa Francesco di scegliere il tema "Migranti e rifugiati ci interpellano. La risposta del Vangelo della Misericordia" per la prossima giornata mondiale del migrante e del rifugiato indetta per il giorno 17 gennaio 2016. L'articolo inquadra questa scelta nel contesto dell'anno del Giubileo che si celebrerà dall'8 dicembre 2015 al 20 novembre 2016 è sarà dedicato alla Misericordia. Sussiste l'obbligo, prosegue l'articolo, di rifuggire dall'indifferenza che umilia e nell'abitudinarietà che anestetizza le coscienze dei credenti, citando le parole del pontefice scritte nella bolla Misericordiae vultus....
Il volume ricostruisce la storia dei rapporti diplomatici fra l’Italia e le sei Monarchie petrolifere del Golfo, nei venti anni compresi fra la guerra di liberazione del Kuwait e l’esplosione delle “primavere arabe”. Si tratta di Paesi che basano la propria economia sulla monocoltura petrolifera e gassifera, retti da sovrani assoluti appartenenti ad antiche dinastie di fede sunnita che, con modalità e intensità differenti, hanno cominciato a conquistare posizioni rilevanti sullo scenario globale e, soprattutto, su quello regionale. In particolare, negli ultimi dieci anni, attraverso le potenti emittenti televisive Al Jazeera e Al Arabiya, e il sostegno finanziario più o meno diretto ai vari...

Articoli

Osmedreloaded n.6 giugno-luglio 2017
In questo ultimo editoriale prima della pausa estiva, dobbiamo registrare con rammarico, ancora una volta, l'indifferenza e l'inefficienza dimostrata dalle istituzioni europee sul tema dei migranti e della solidarietà. Proprio ieri, 25 luglio, finanche la Corte di Giustizia, che...

Rassegna stampa

L'analisi di una delle firme di punta di Al Arabiya English, Azeem Ibrahim, delle posizioni espresse da illustri editorialisti e accademici, principalmente anglosassoni, in merito alla guerra in Siria, è molto interessante e potrebbe costituire un utile esercizio riproporlo per il...
Un  articolo del tedesco Deutsche Welle espone la recentissima presa di posizione di papa Francesco contro la pena di morte. Il pontefiche ha lanciato un appello a tutti i politici nel mondo affinché durante l'Anno santo si astengano dal comminare la pena capitale. Uno dei temi pi...
L'agenzia di informazione France 24 in collaborazione con Associated Press pubblica un articolo sul recente attacco lanciato ad Ankara contro l'esercio turco. La rivendicazione è giunta da parte di un gruppo armato curdo, i Kurdish Freedom Falcon (TAK), direttamente dal sito...
L'Unione Europea rassicura le autorità di Atene sul fatto che una espulsione della Grecia da Schengen non costituirebbe la soluzione né della guerra in Siria né del problema legato al flusso incontrollato di migranti che dal Medioriente attraversano il mare Egeo e...
Il canale satellitare russo di informazione Russia Today pubblica un articolo con al suo interno un breve video nel quale la sua corrispondente da New York riferisce della richiesta avanzata dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite alla Turchia per il rispetto delle norme internazionali in...
Il tedesco Deutsche Welle nella sua edizione in lingua inglese pubblica un articolo di analisi sul recente voto della Camera bassa del Parlamento francese che ha approvata a grande maggioranza la modifica della Costituzione per consentire l'adozione di misure atte a dichiarare lo stato di...
Il sito turco di informazione Today's Zaman rilancia la notizia filtrata sulla stampa greca di presunte minacce e pressioni esercitate dal presidente turco Erdogan sui massimi rappresentanti politici delle istituzioni europee a margine del G20 svoltosi in Turchia nello scorso mese di novembre...
Il direttore dell'Osservatorio, Matteo Pizzigallo, ritorna sulla Siria e sulla gestione internazionale della crisi commentando a Radio Vaticana il vertice di Londra sugli aiuti umanitari: "Se la comunità si impegna sul terreno umanitario degli aiuti, fa comprendere alle milizie...
Il quotidiano spagnolo El Pais riporta l'esito di un recentissimo sondaggio di opinione da cui emerge l'apprezzamento del campione intervistato verso l'attivismo del leader socialista Pedro Sanchez e la condanna della passività del presidente del consiglio uscente Rajoy nel...
Domenica 25 gennaio il Portogallo ha scelto il suo nuovo presidente della Repubblica eleggendo il candidato del centro-destra Marcelo Rebelo de Sousa (appoggiato dai socialdemocratici che, a dispetto della denominazione del partito, rappresentano uno schieramento conservatore). Con il 52 per...
«La capacità di un sistema politico di riorganizzare la sua amministrazione quando le posizioni vengono cambiate è quello che determina la sua forza. Ciò è apparso evidente quando il principe Mohammed bin Salman ha rimpiazzato in Arabia Saudita il principe Mohammed bin Nayef come erede al trono» scrive Abdul Rahman al-Rashed[1] sul filo-saudita al-Sharq al-Awsat a proposito della mossa di re Salman di scegliere suo figlio come suo successore. Una atto importante visto e considerato che il balzo generazionale è di 50 anni se si considera la differenza di età tra i due. Ma l’aspetto anagrafico passa in secondo piano rispetto al significato politico della scelta operata dal sovrano...
«Con l’atterraggio del presidente Usa Donald Trump all’aeroporto Re Khalid di Riyadh come sua prima destinazione straniera, è giunta al termine la politica estera di Obama. Scegliere l’Arabia Saudita è un chiaro segnale delle priorità imminenti della [nuova] politica americana»[1]. Il commento dell’analista Salman al-Dossary sulle pagine del filo-saudita Sharq al-Awsat è emblematico del clima di euforia che si respira sulla stampa dei Paesi del Golfo ed in particolar modo su quella vicina alla monarchia di re Salman, dopo il recente vertice di Riyadh (20-21 maggio) tra Trump e 50 leader del mondo islamico. Un summit importante che ha di fatto inaugurato la formazione di un...
«Dopo i primi due mesi per lo più disastrosi, nelle due ultime settimane il presidente Trump ha dato buona prova di sé in politica estera agendo con decisione in Siria, avendo come possibile partner la Cina nella questione nordcoreana, migliorando le relazioni con la Nato e affrontando le delicate tensioni con la Russia. Perché Trump sta prendendo migliori decisioni ora?»si domanda il commentatore statunitense David Ignatius in un articolo pubblicato sul filo-saudita Asharq al-Awsat[1]. Secondo Ignatius la risposta è semplice: «Trump ha allestito una squadra per la sicurezza nazionale competente e ne ascolta i suoi consigli. I suoi principali consiglieri erano d’accordo per un attacco...
«Il segnale è chiaro: riparare quello che è stato distrutto da Obama e restaurare le relazioni speciali tra gli Usa e l’Arabia Saudita, nate durante l’incontro tra il re ‘Abd al-‘Aziz e il presidente statunitense Theodore Roosevelt sull’incrociatore Quincy dopo la fine della seconda guerra mondiale». Così commenta[1] il noto analista arabo ‘Abd al-Rahman Rashed del quotidiano filo-saudita al-Sharq al-Awsat il vertice di metà mese a Washington tra il presidente Usa Trump e Mohammed bin Salman, figlio del re saudita Salman, nonché vice principe ereditario e ministro della difesa. Un incontro importante durante il quale, stando ad un comunicato ufficiale...
La stampa araba si è molto occupata questo mese del recente vertice a Washington tra il premier israeliano Benjamin Netanyahu e il neo eletto presidente statunitense Donald Trump. Un summit importante che, secondo molti commentatori arabi e occidentali, ha sancito ufficialmente la fine della “soluzione a due Stati” per risolvere il conflitto tra israeliani e palestinesi. Con l’alleato israeliano Trump è stato molto chiaro: gli Usa non cercheranno più di dettare i termini di un eventuale accordo di pace né insisteranno per la creazione di uno Stato palestinese accanto a quello d’Israele, ma sosterranno qualunque soluzione le due parti concorderanno. Da parte sua, invece, Netanyahu ha...
Dalla Grecia, storica madre naturale della civiltà, della conoscenza e della democrazia dell’intero Occidente, al di là dell’esito del referendum di domenica, ci giunge una grande lezione. Una lezione impartita dal popolo sovrano di un Paese dell’UE che farà comunque sentire la sua voce, forte e chiara, alle sempre più lontane Istituzioni europee di lontane città senza sole. Lontane Istituzioni europee di fatto oggi controllate da un manipolo di tecnocrati senza nome, senza volto che non sono mai stati eletti da nessuno, ma che hanno definitivamente preso in ostaggio la “Politica” e l’hanno costretta ad abdicare, a piegarsi, a convertirsi (anche con la forza se...
 Il direttore dell'Osservatorio, Matteo Pizzigallo, interviene sull'allerta terrorismo, ormai massima e generale, dopo gli attentati della scorsa settimana. Richiamando il pensiero di Papa Bergoglio, il nostro direttore conferma la necessità e l'urgenza di "avviare una riflessione complessiva sulla gestione delle relazioni internazionali e della politica internazionale, per cominciare a rimuovere le cause profonde che determinano il disagio e le guerre".  Leggi l'intervista
Il volume ricostruisce la storia dei rapporti diplomatici fra l’Italia e le sei Monarchie petrolifere del Golfo, nei venti anni compresi fra la guerra di liberazione del Kuwait e l’esplosione delle “primavere arabe”. Si tratta di Paesi che basano la propria economia sulla monocoltura petrolifera e gassifera, retti da sovrani assoluti appartenenti ad antiche dinastie di fede sunnita che, con modalità e intensità differenti, hanno cominciato a conquistare posizioni rilevanti sullo scenario globale e, soprattutto, su quello regionale. In particolare, negli ultimi dieci anni, attraverso le potenti emittenti televisive Al Jazeera e Al Arabiya, e il sostegno finanziario più o meno diretto ai vari...

Monografie

Gli eccellenti rapporti con i Paesi arabi, e con i Paesi della Sponda meridionale del Mediterraneo, sono stati una costante della nostra politica estera. Ottenuti grazie all’originale modello di diplomazia dell’amicizia, elaborato nel secondo dopoguerra ma puntualmente praticato,...
  Nella suggestiva area delle montagne proibite, attraversate dalla via della seta, le acque orientali del Mar Caspio lambiscono le coste del Turkmenistan e del Kazakhstan, mentre le vaste distese di praterie, vallate e ghiacciai più ad oriente, prima della Cina, caratterizzano il...
Il volume ricostruisce la storia dei rapporti diplomatici fra l’Italia e le sei Monarchie petrolifere del Golfo, nei venti anni compresi fra la guerra di liberazione del Kuwait e l’esplosione delle “primavere arabe”. Si tratta di Paesi che basano la propria economia sulla...
Il volume, preparato sotto il coordinamento scientifico del dott. Francesco Anghelone, ripercorre la storia recente dei rapporti tra la Santa Sede e la Turchia. L'Autore, attraverso un approfondito studio dei documenti presenti sia presso l'Archivio Segreto Vaticano che presso diversi...
Il volume presenta una puntuale narrazione d'insieme delle intense relazioni bilaterali fra l'Italia e i Paesi arabi del Mediterraneo nei venti anni compresi fra la "caduta del Muro" e l'elezione del presidente americano Barak Obama. In questi venti anni, nonostante...

Volumi/recensioni

Il numero di giugno di Limes, “Mediterranei”, ha un sottotitolo che dice tutto sull'attualità della nostra regione: “Specchio della disunione europea, canale dei migranti, snodo commerciale. Viaggio nel mare non più nostro”. Nel bellissimo editoriale si...
L'Atlante geopolitico del Mediterraneo, giunto ormai alla sua quarta edizione, continua ad aggiornarci sulle turbolenze della regione inserendo, oltre alle schede degli undici Paesi della Sponda Sud, anche tre interessanti approfondimenti. In particolare, l'approfondimento sulle necessit...
"Crisi economica, Brexit, populismi vari, sfiducia sistemica e calo nel consenso verso i partiti mettono a rischio l'edificio europeista. Dopo sessant'anni sembra opportuno redigere un 'fascicolo di fabbricato' che tenga conto delle ristrutturazioni necessarie a rinforzare le...
A sei anni dalle Primavere Arabe che hanno travolto con diversi effetti e decli­nazioni gli Stati della sponda sud del Mediterraneo, le vicende dei Paesi coinvol­ti continuano a rappresentare una delle principali sfide per la Comunità Inter­nazionale e, in particolar modo, per...
Amir Aczel, matematico di professione, è un autore le cui doti di divulgazione scientifica sono conosciute ed apprezzate da tempo. In questo lavoro si cimenta con uno degli strumenti fondamentali della Geografia (ma anche della storia dell'umanità e delle scoperte scientifiche)...
  “Noi Terroristi” di Mario Giro, attuale sottosegretario agli Esteri, è un libro di analisi e di storie. Le storie sono quelle dei giovani attentatori di Parigi, del 1995 e del 2015, che a distanza di venti anni presentano numerosi tratti comuni. Dalla matrice jihadista...
  Nell’edizione 2015 del Rapporto sulle economie del Mediterraneo gli autori dei vari saggi sono stati chiamati ad offrire ai lettori uno sguardo più ampio su quanto è accaduto nell’area mediterranea negli ultimi dieci anni, uno sguardo che tenesse conto dei...
Loretta Napoleoni è un'economista internazionale con grande esperienza maturata su questioni legate ai gruppi terroristici e al riciclaggio di denaro. In questa sua recente pubblicazione propone un'interessante analisi della nascita e delle caratteristiche fondamentali del gruppo...
  Si propone la lettura dell’interessante volume di Rosita Di Peri, ormai a quasi cinque anni dalla sua prima edizione, perchè colma una grave lacuna nella pubblicistica italiana sul Libano, sulla sua storia e sui suoi peculiari assetti socio-istituzionali. Eppure lo studio...
Il presente volume si concentra sullo spazio marittimo del basso Adriatico in un epoca in cui questa zona era di confine tra Venezia e la Sublime porta, due potenze in conflitto tra loro. Tra gli avvenimenti periodizzanti nella storia delle relazioni tra Oriente ed Occidente a cui l'autore fa...

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