Egitto

As-salāmu ʿalaykum

A sei anni dalle Primavere Arabe che hanno travolto con diversi effetti e decli­nazioni gli Stati della sponda sud del Mediterraneo, le vicende dei Paesi coinvol­ti continuano a rappresentare una delle principali sfide per la Comunità Inter­nazionale e, in particolar modo, per l’Europa. L’instabilità politica ed economica ancora perdurante, il problema dei sempre più consistenti flussi migratori e la crescente destabilizzazione di tutta l’area rendono il bacino del Mediterraneo uno dei teatri più caldi dello scenario internazionale per i prossimi anni. Realiz­zato dall’Istituto di Studi Politici “S. Pio V” e dal Ce.S.I – Centro Studi Interna­zionali, l’Atlante Geopolitico vuole essere un momento di riflessione sugli avve­nimenti che animano l’area mediterranea. La pubblicazione, che ha una cadenza annuale, parte da una prospettiva storica che si sviluppa nell’analisi dei fenome­ni politici dei Paesi che si affacciano sul Mare Nostrum.

Il terzo numero dei Quaderni Mediterranei, a cura di Matteo Pizzigallo, si occupa delle evoluzioni politico-istituzionali e del posizionamento internazionale di alcuni dei Paesi dell'area Mena, in un contesto regionale sempre più instabile e teso. Vi è inoltre presente un saggio sul problema delle risorse idriche. In particolare, i saggi riflettono i risultati del primo anno di una ricerca promossa dall'Istituto di Studi Politici "S. Pio V" finalizzata a dare vita a un possibile modello di analisi predittiva dello scenario mediterraneo prossimo venturo.

In questo volume collettaneo vengono ricostruiti alcuni aspetti e momenti della politica araba dei Governi italiani degli anni Cinquanta. Sulla base di fonti archivistiche, in larga parte inesplorate, ciascun autore ha analizzato metodi, idee e prospettive dei dirigenti democristiani determinati a far svolgere all'Italia un ruolo attivo sulla scena internazionale, in particolare su quella mediterranea. Nei sei capitoli sono analizzate, in particolare, le vicende relative alla ripresa delle relazioni fra il nostro Paese e l'Arabia Saudita; all'iniziativa del sottosegretario Taviani per la creazione del Centro per le relazioni italo-arabe come strumento di diplomazia culturale; alla missione economica in Medio Oriente del deputato democristiano Giuseppe Vedovato; all'atteggiamento italiano nei confronti della guerra di liberazione dell'Algeria, e infine alle relazioni fra Fanfani e l'Egitto di Nasser. L'ultimo capitolo, infine, si occupa delle attività dell'Agip nel mare arabico.

In questo volume collettaneo vengono ricostruiti alcuni aspetti e momenti della politica araba dei Governi italiani degli anni Cinquanta. Sulla base di fonti archivistiche, in larga parte inesplorate, ciascun autore ha analizzato metodi, idee e prospettive dei dirigenti democristiani determinati a far svolgere all'Italia un ruolo attivo sulla scena internazionale, in particolare su quella mediterranea. Nei sei capitoli sono ricostruite, in particolare, le vicende relative alla ripresa delle relazioni fra il nostro Paese e l'Arabia Saudita; all'iniziativa del sottosegretario Taviani per la creazione del Centro per le relazioni italo-arabe come strumento di diplomazia culturale; alla missione economica in Medio Oriente del deputato democristiano Giuseppe Vedovato; all'atteggiamento italiano nei confronti della guerra di liberazione dell'Algeria, e infine alle relazioni fra Fanfani e l'Egitto di Nasser. L'ultimo capitolo, infine, si occupa delle attività dell'Agip nel mare arabico.

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