impero Ottomano

Il presente volume si concentra sullo spazio marittimo del basso Adriatico in un epoca in cui questa zona era di confine tra Venezia e la Sublime porta, due potenze in conflitto tra loro. Tra gli avvenimenti periodizzanti nella storia delle relazioni tra Oriente ed Occidente a cui l'autore fa continuo riferimento vi è la conquista di Otranto del 1480 durante la quale vennero trucidati dai turchi circa ottocento otrantini. Essi furono immediatamente convertiti in martiri e sottoposti ad un lunghissimo processo di canonizzazione conclusosi nel 2013 con la loro santificazione che seguiva la beatificazione del 1771. L'autore ricostruisce con precisione le forme con cui si è organizzata la difesa del «limes pugliese» dagli attacchi dei turchi sottolineando la grande svolta seguita alla vittoria di Lepanto e alla scelta spagnola di concentrare la flotta nell'Atlantico ridefinendo quindi, nel Mediterraneo, la difesa dai turchi non più finalizzata a sbaragliarne la flotta ma a contenerla attraverso una difesa statica fatta di fortezze e torri costiere. Segue un'analisi dell'apostolato in Albania in primis svolto da frati minori francescani e monaci basiliani che era spesso affiancato anche al sostegno di ogni attività ostile ai dominatori ottomani. Il volume si chiude con un capitolo sul periodo unitario dell'Italia tra ambizioni geopolitiche del nuovo Regno nei confronti del ruolo della Puglia e il recupero culturale e intellettuale della memoria dei rapporti passati con il turco. Il volume è corredato da una ricca bibliografia.

Il volume raccoglie gli atti di un workshop internazionale tenutosi a Sofia nel 2010. Maria Baramova, Plamen Mitev, Ivan Parvev, curatori della raccolta, pur non inquadrando concettualmente in maniera unitaria i diversi contributi, sottolineano come il motivo centrale del workshop sia stato la volontà di superare la subordinazione della storia dell'Europa sud-orientale dalla storia europea per quanto concerne la prospettiva storica e le metodologie, aprendosi, in questo secondo ambito, a contributi provenienti dalla storia globale, comparativa e transnazionale. Il volume raccoglie 37 contributi suddivisi in 7 sezioni che affrontano argomenti come la diplomazia imperiale, e la guerra al potere imperiale, agenti e brokers del potere, riforme politiche e mobilizzazione. La maggior parte dei contributi trattano dei Balcani nel contesto storico tradizionale dell'impero ottomano e della questione orientale ma non mancano articoli e saggi che si occupano ad esempio della transizione dall'impero agli Stati nazione come ad esempio è il caso di Andreas Lyberatos che studia la dialettica tra le riforme del periodo Tanzimat e la società ottomana oppure di Manos Perakis che documenta le complesse dinamiche sociali e politiche che hanno minato il modello politico implementato dal governo ottomano nell'isola di Creta nel 1878. Una pubblicazione questa che, nel complesso, vuole presentare lo stato dell'arte di un nuovo approccio allo studio della storia dell'Europa sud-orientale attraverso numerosi e validi contributi.

Questo volume rappresenta un contributo all'analisi storica dei rapporti intercorsi tra le corti dell'Italia rinascimentale e la Sublime Porta. Attraverso lo studio delle reciproche influenze tra i Medici fiorentini, papa Alessandro VI, da un lato, e ad esempio, la corte ottomana di Istanbul e la moschea di Bayez II, dall'altro, oppure per mezzo dell'analisi degli ornamenti, della ritrattistica e dell'arte dei giardini, questo contributo vuole mettere in luce l'interesse con cui molti rappresentanti di primissimo piano del Rinascimento come Michelangelo, Leonardo, Piero della Francesca, Mantegna, Gentile Bellini hanno dimostrato un grande interesse per la cultura ottomana, aiutati in questo dal rifiorire della mobilità di uomini e idee tra i due mondi.

Copyright ©2014 Istituto di studi politici "S.Pio V"  -  Webmail