Libano

L'Atlante geopolitico del Mediterraneo, giunto ormai alla sua quarta edizione, continua ad aggiornarci sulle turbolenze della regione inserendo, oltre alle schede degli undici Paesi della Sponda Sud, anche tre interessanti approfondimenti. In particolare, l'approfondimento sulle necessità e limiti delle politiche mediterranee dell'Ue offre una ricostruzione storica dei trattati e le strategie che hanno legato i Paesi delle due Sponde dagli anni Settanta ai recenti accordi per il contenimento dei migranti (la missione Eunavfor Med e l'accordo con la Turchia), passando per l'Unione per il Mediterraneo, ormai “contenitore vuoto”. Davvero interessanti anche i contributi sulla radicalizzazione jihadista in Italia e in Europa; il fenomeno, nel nostro Paese, anche se molto marginale, non è stato sottovalutato da chi ha la responsabilità governative e sono state messe in campo politiche efficaci che sono state dettagliatamente analizzate dall'autore. Nella seconda parte del volume, come di consueto, si trovano le undici schede paese, ciascuna ha una parte storica e una di attualità e sono uno strumento necessario per la comprensione di ciò che accade in una delle aree più instabili del globo.

A sei anni dalle Primavere Arabe che hanno travolto con diversi effetti e decli­nazioni gli Stati della sponda sud del Mediterraneo, le vicende dei Paesi coinvol­ti continuano a rappresentare una delle principali sfide per la Comunità Inter­nazionale e, in particolar modo, per l’Europa. L’instabilità politica ed economica ancora perdurante, il problema dei sempre più consistenti flussi migratori e la crescente destabilizzazione di tutta l’area rendono il bacino del Mediterraneo uno dei teatri più caldi dello scenario internazionale per i prossimi anni. Realiz­zato dall’Istituto di Studi Politici “S. Pio V” e dal Ce.S.I – Centro Studi Interna­zionali, l’Atlante Geopolitico vuole essere un momento di riflessione sugli avve­nimenti che animano l’area mediterranea. La pubblicazione, che ha una cadenza annuale, parte da una prospettiva storica che si sviluppa nell’analisi dei fenome­ni politici dei Paesi che si affacciano sul Mare Nostrum.

Il terzo numero dei Quaderni Mediterranei, a cura di Matteo Pizzigallo, si occupa delle evoluzioni politico-istituzionali e del posizionamento internazionale di alcuni dei Paesi dell'area Mena, in un contesto regionale sempre più instabile e teso. Vi è inoltre presente un saggio sul problema delle risorse idriche. In particolare, i saggi riflettono i risultati del primo anno di una ricerca promossa dall'Istituto di Studi Politici "S. Pio V" finalizzata a dare vita a un possibile modello di analisi predittiva dello scenario mediterraneo prossimo venturo.

Nella intricata questione della elezione del presidente della Repubblica libanese, carica vacante dal maggio 2014, la palla è ora passata a Saad Hariri, leader del Movimento Futuro, capo della coalizione 14 marzo e figlio dell’ex premier assassinato nel 2005 Rafiq Hariri.

Il secondo numero dei Quaderni Mediterranei si occupa di Siria e Libano. Il levante arabo continua a essere sconvolto dalla cosiddetta "guerra civile" siriana e cominciano a essere più chiari gli strumenti e gli obiettivi dei vari attori coinvolti, sia interni che esterni. La comunità internazionale non riesce ad arginare la crisi con i metodi tradizionali, come la convocazione di conferenze di pace o la messa in atto di interventi "umanitari". Intanto i rischi di spillover sull'intera regione, e in particolare sul Libano, diventano sempre più concreti.

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