mondo multipolare

Loretta Napoleoni è un'economista internazionale con grande esperienza maturata su questioni legate ai gruppi terroristici e al riciclaggio di denaro. In questa sua recente pubblicazione propone un'interessante analisi della nascita e delle caratteristiche fondamentali del gruppo armato guidato da al Baghdadi e conosciuto come Stato islamico. Dopo aver ripercorso le tappe che portano alla nascita dell'Isis, al suo mutamento di denominazione, ai legami con al-Qaeda, l'autrice sostiene che al centro dei programmi del gruppo ci sia la ricerca di una estensione territoriale sulla memoria del Califfato di Baghdad del VII e VIII secolo d.C. e la conquista del consenso presso le popolazioni sunnite, al fine di creare un potente Stato confessionale islamico che svolga un ruolo analogo, sostiene la Napoleoni, a quello che Israele ricopre per gli ebrei. L'Isis rappresenterebbe una evoluzione e perfezionamento delle "tradizionali" forme di terrorismo e l'esempio di una leadership che ha ampiamente compreso i margini di manovra e le possibilità di sfruttamento delle dinamiche del mondo multipolare e globalizzato, post-guerra fredda. Un mondo, le cui logiche sono state decise, in Medioriente, dalle decisioni che gli Stati occidentali e i loro alleati arabi hanno preso dopo l'11 settembre e dopo l'invasione dell'Iraq nel 2003. Al centro del volume anche una serie di riflessioni su terrorismo e processo di formazione e trasformazioni degli Stati moderni, sul carattere di minaccia all'ordine pubblico o alla sicurezza nazionale che il terrorismo rappresenta. L'Isis sembra dimostrare storicamente la tesi sostenuta dalle organizzazioni terroristiche (e la Napoleoni accanto all'Olp richiama suggestivamente anche l'Ira in Irlanda e le Brigate rosse in Italia) di essere, cioè, un "esercito" che combatte una guerra "asimmetrica" contro Stati corrotti, dittatoriali e illegittimi e per tale motivo, essere costrette a ricorrere ad azioni terroristiche. Infine l'autrice propone un parallelo critico con i movimenti di protesta democratici degli ultimi dieci anni come la Primavera araba, le proteste ad Hong Kong e Occupy: la differenza, ipotizza, tra il successo raggiunto dall'Isis e il fallimento delle altre forme di sollevazione che rivendicavano maggiore democrazia e giustizia sociale potrebbe risiedere, oltreché nella comprensione delle dinamiche del mondo multipolare e nell'utilizzo sapiente delle nuove tecnologie di comunicazione e socializzazione, anche nella presenza di una leadership autoritaria alla guida delle masse per l'Isis, in opposizione al trovarsi "in balia della costante interazione e partecipazione della gente", per i movimenti presi a termine di confronto. C'è però, chiosa la Napoleoni, una risposta alternativa alla domanda su quale approccio sia il più adatto oggi per affrontare con successo i dilemmi contemporanei globali e consiste nel confrontarsi con essi attraverso la ricerca del consenso, basato su istruzione, conoscenza e comprensione delle dinamiche globali in corso sia da parte dei giovani protagonisti di tanti movimenti di massa democratici sia da parte delle leadership "dei colletti bianchi della politica".

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