politica estera italiana

Il Rapporto sulle economie del Mediterraneo, nell'edizione del 2014, prosegue e rafforza l’obiettivo di fornire un quadro sintetico della cooperazione socio-economica in ambito euromediterraneo. Si apre con due analisi di scenario: una di carattere politico-istituzionale riferita anche al posizionamento internazionale dei Paesi della Sponda Sud, con particolare riferimento ai rapporti con i Paesi Occidentali; l’altra inquadra l’area interessata nelle dinamiche economico-finanziarie europee e internazionali. La cosiddetta “Primavera araba” e la crisi economica globale (che costituiscono allo stesso tempo delle sfide e delle opportunità) hanno posto nuovamente il Mediterraneo al centro dell’attenzione internazionale. In questo quadro, il Rapporto non si limita a un aggiornamento dello stato dei diversi ambiti d’interesse economico considerati, ma propone linee interpretative, presenta i fatti e le cifre, dando loro una lettura capace di cogliere le tendenze in atto. 

 

Giunto ormai alla sua dodicesima edizione, il Rapporto sulle economie del Mediterraneo, pubblicato nel 2014, proseguendo e rafforzando l’obiettivo di fornire un quadro sintetico della cooperazione socio-economica in ambito euromediterraneo, propone due analisi di scenario: una di carattere politico-istituzionale riferita anche al posizionamento internazionale dei Paesi della Sponda Sud, con particolare riferimento ai rapporti con i Paesi Occidentali; l’altra inquadra l’area interessata nelle dinamiche economico-finanziarie europee e internazionali. La cosiddetta “Primavera araba” e la crisi economica globale (che costituiscono allo stesso tempo delle sfide e delle opportunità) hanno posto nuovamente il Mediterraneo al centro dell’attenzione internazionale.  L’approccio utilizzato dai vari autori del Rapporto è particolarmente interessante perchè valorizza la prospettiva delle società del Mediterraneo, richiama l’attenzione sull’interdipendenza dei rapporti reciproci e mette costantemente in luce le possibilità concrete di convergenza dei vari obiettivi politici e di sviluppo, incluso il miglioramento delle condizioni di vita delle popolazioni. 

In questo volume collettaneo vengono ricostruiti alcuni aspetti e momenti della politica araba dei Governi italiani degli anni Cinquanta. Sulla base di fonti archivistiche, in larga parte inesplorate, ciascun autore ha analizzato metodi, idee e prospettive dei dirigenti democristiani determinati a far svolgere all'Italia un ruolo attivo sulla scena internazionale, in particolare su quella mediterranea. Nei sei capitoli sono analizzate, in particolare, le vicende relative alla ripresa delle relazioni fra il nostro Paese e l'Arabia Saudita; all'iniziativa del sottosegretario Taviani per la creazione del Centro per le relazioni italo-arabe come strumento di diplomazia culturale; alla missione economica in Medio Oriente del deputato democristiano Giuseppe Vedovato; all'atteggiamento italiano nei confronti della guerra di liberazione dell'Algeria, e infine alle relazioni fra Fanfani e l'Egitto di Nasser. L'ultimo capitolo, infine, si occupa delle attività dell'Agip nel mare arabico.

In questo volume collettaneo vengono ricostruiti alcuni aspetti e momenti della politica araba dei Governi italiani degli anni Cinquanta. Sulla base di fonti archivistiche, in larga parte inesplorate, ciascun autore ha analizzato metodi, idee e prospettive dei dirigenti democristiani determinati a far svolgere all'Italia un ruolo attivo sulla scena internazionale, in particolare su quella mediterranea. Nei sei capitoli sono ricostruite, in particolare, le vicende relative alla ripresa delle relazioni fra il nostro Paese e l'Arabia Saudita; all'iniziativa del sottosegretario Taviani per la creazione del Centro per le relazioni italo-arabe come strumento di diplomazia culturale; alla missione economica in Medio Oriente del deputato democristiano Giuseppe Vedovato; all'atteggiamento italiano nei confronti della guerra di liberazione dell'Algeria, e infine alle relazioni fra Fanfani e l'Egitto di Nasser. L'ultimo capitolo, infine, si occupa delle attività dell'Agip nel mare arabico.

Il volume ricostruisce la storia dei rapporti diplomatici fra l’Italia e le sei Monarchie petrolifere del Golfo, nei venti anni compresi fra la guerra di liberazione del Kuwait e l’esplosione delle “primavere arabe”. Si tratta di Paesi che basano la propria economia sulla monocoltura petrolifera e gassifera, retti da sovrani assoluti appartenenti ad antiche dinastie di fede sunnita che, con modalità e intensità differenti, hanno cominciato a conquistare posizioni rilevanti sullo scenario globale e, soprattutto, su quello regionale. Il nostro Paese, forte di un bagaglio di lunghe e solide relazioni proprio con l’Arabia Saudita, si è gradualmente avvicinato anche alle altre monarchie applicando lo spirito, ormai tradizionale, della diplomazia dell’amicizia e della cooperazione. 

Il volume ricostruisce la storia dei rapporti diplomatici fra l’Italia e le sei Monarchie petrolifere del Golfo, nei venti anni compresi fra la guerra di liberazione del Kuwait e l’esplosione delle “primavere arabe”.

Si tratta di Paesi che basano la propria economia sulla monocoltura petrolifera e gassifera, retti da sovrani assoluti appartenenti ad antiche dinastie di fede sunnita che, con modalità e intensità differenti, hanno cominciato a conquistare posizioni rilevanti sullo scenario globale e, soprattutto, su quello regionale. In particolare, negli ultimi dieci anni, attraverso le potenti emittenti televisive Al Jazeera e Al Arabiya, e il sostegno finanziario più o meno diretto ai vari partiti e movimenti islamisti, hanno concorso a determinare gli equilibri del Medioriente e più in generale della sponda Sud del Mediterraneo. L’attore principale della penisola, l’Arabia Saudita, con il Consiglio di cooperazione del Golfo, guida anche l’azione politico-militare delle altre monarchie, se pur in un quadro di relativa autonomia e di rispetto delle specificità etnico-religiose e delle esigenze geostrategiche locali. Il nostro Paese, forte di un bagaglio di lunghe e solide relazioni proprio con l’Arabia Saudita, si è gradualmente avvicinato anche alle altre monarchie applicando lo spirito, ormai tradizionale, della diplomazia dell’amicizia e della cooperazione. 

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